L’opposto che concilia

Perché chiamare una rubrica Altra Difesa? Perché viviamo in un mondo nel quale, pur essendo possibile scegliere di difendersi in tanti modi differenti, ancora si preferisce il ricorso ad un tribunale che, attraverso un giudice, ci dia ragione o torto.

E allora perché optare per una difesa alternativa al tribunale?

Perché spesso le sentenze emesse da un giudice non soddisfano, le cose non vanno mai come ci saremmo aspettati, liti di poco conto si trascinano per anni mentre le spese legali lievitano.

Eraclito sosteneva che “Ciò che è opposto si concilia, dalle cose in contrasto nasce l’armonia più bella, e tutto si genera per via di contesa.”; la mediazione nasce allo scopo di conciliare interessi opposti, ascoltare le richieste che provengono dalla viva voce di chi si sente offeso, comprendere le parole dell’altro e creare un “ponte comunicativo”, una terra neutrale nella quale abbassare le armi e costruire insieme una soluzione al conflitto.

Il mediatore è colui che invita in questa terra neutrale, disarma la contesa e va al cuore del problema.

La rubrica Altra Difesa vi condurrà per mano nel campo sempre più ampio della mediazione, in un viaggio nel piano del possibile, nel quale le parti in prima persona esprimono i propri interessi e costruiscono insieme il proprio futuro.

Per comprendere appieno questo strumento rivoluzionario di risoluzione dei conflitti, nato negli Stati Uniti alla fine degli anni Settanta ed oggi utilizzato in tutto il mondo, si può partire dalle domande più frequenti che le persone fanno quando sentono parlare di mediazione.

 

Qual è la durata di una mediazione?
La legge stabilisce che una mediazione non debba avere durata superiore a tre mesi; le parti però, di comune accordo, possono prorogare il termine se hanno bisogno di più tempo per ottenere un risultato.

 

Devo pagare ad ogni incontro il mediatore?
Il mediatore non riceve denaro dalle parti. E’ questo uno degli aspetti fondamentali della mediazione: il ruolo del mediatore deve rimanere sempre terzo e imparziale, tanto nella sostanza quanto nella forma. Tale imparzialità viene garantita anche a fronte del fatto che il mediatore non viene pagato dai clienti, e quindi non può essere in alcun modo loro “dipendente”.

Quando le parti vogliono intraprendere un percorso di mediazione, provvedono a versare le spese dovute direttamente all’organismo di mediazione al quale il mediatore appartiene.

dott.ssa Teresa Batista

Mediatore civile e commerciale della Camera di Mediazione Nazionale. ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’ateneo A. Avogadro. Lavora presso uno studio legale di Alessandria.

Commenti

Nurjaya – 13-Apr

Il Tribunale di Verona ha dichiarato la negoziazione assistita contraria alla normativa europea (perché costa troppo) e, quindi, che la normativa italiana, che ne prevede l”obbligatorietà, va disattesa. La presenza obbligatoria dell”avvocato, in gratuito patrocinio, al primo incontro di mediazione, per dire semplicemnte “non ci interessa proseguire, è stata ricompensata dal locale tribunale con euro 200,00. Considerato che la “chiarezza regna sovrana, spero proprio che il nuovo legislatore non metta mano alla normativa, che con gli anni, ogni volta, è stata solo peggiorata. Quello che spero, invece, è che i vari operatori della mediazione (giuristi e non solo) dedichino un po” di tempo allo studio serio della materia. Per quanto riguarda l”interessante articolo di Marco Marinaro, non riguardava la mediazione, ma la procedura civile. Se dopo sei anni di applicazione dell”istituto i vari tribunali si dilettano ancora di tali dissertazioni, la vedo un po” dura ! viagra cheap

Lascia il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *